Psicologa Psicoterapeuta a Fermo
Accanto alla mia attività clinica, nutro una forte passione per l’arte, che considero una forma privilegiata di espressione e comprensione dell’esperienza umana. L’arte, come la psicoterapia, apre possibilità, crea connessioni e offre nuovi significati.
Sono una persona curiosa, aperta e orientata alla scoperta: credo che il destino di ognuno non sia qualcosa di immutabile, ma una storia che può essere trasformata, passo dopo passo. La mia definizione è possibilista positiva e consapevole. Il sorriso rimane ancorato alla professionalità e all’etica intellettuale con onesta e rigore deontologico.
Accompagno le persone in percorsi in cui la dolcezza dell’accoglienza si unisce alla chiarezza dell’analisi, per costruire insieme nuove possibilità di benessere e consapevolezza.
Il filo conduttore del mio lavoro è la psicosomatica: la profonda connessione tra mente e corpo. Credo che il corpo non sia soltanto un contenitore, ma un linguaggio vivo, capace di esprimere ciò che spesso non trova parole. Sintomi, tensioni, malesseri ricorrenti possono raccontare storie emotive, esperienze non elaborate, vissuti che chiedono ascolto.
Nel percorso terapeutico, mente e corpo non sono separati, ma parti di un unico sistema in dialogo continuo. Lavorare su questo legame permette di accedere a risorse spesso inespresse e di promuovere un cambiamento che non sia solo mentale, ma anche sentito, incarnato.
Accolgo ogni persona nella sua unicità, offrendo uno spazio in cui i segnali del corpo possano essere riconosciuti e trasformati in possibilità di consapevolezza e benessere.
Credo che il cambiamento sia possibile quando si impara ad ascoltarsi davvero, anche attraverso il corpo.
Giudo la persona nella rielaborazione dei traumi che sono rimasti “incapsulati” in modo non adattativo nelle reti neurali condizionando il presente e il futuro attraverso scelte spesso disfunzionali. il trauma non elaborato può rompere il sistema di riparazione e autorigenerazione innato, provocando sintomi e malesseri fisici.
Il cambiamento nel percorso di terapia non nasce da una forzatura, ma da una naturale e evoluzione e trascrizione di storia, emozioni e prospettive. Non si diventa una nuova persona ma una che sa osservare ed osservarsi amorevolmente.