Ho iniziato la mia formazione desiderosa di esplorare la psicoterapia sistemico relazionale, con un occhio attento alla famiglia e alla coppia. Credendo fortemente che
L’individuo non è isolato, ma inserito in una rete di relazioni significative. Per me era ed è importante considerare il sintomo e le difficoltà anche in relazione alle dinamiche familiari, affettive e contestuali. Ogni persona è un condizionamento ed viene condizionata dal sistema di appartenenza. È fondamentale avere coscienza del dove si colloca il sintomo e la persona che lo manifesta. Ogni cambiamento della persona è inevitabilmente un cambiamento di sistema. Occupandomi di cambiamento e promozione della salute mi sono appassionata alla medicina psicosomatica di cui centrale è la connessione Mente Corpo.
Ogni esperienza emotiva ha una risonanza corporea. Il corpo non è separato dalla mente, ma partecipa attivamente all’espressione del disagio e al processo di cura.
Il sintomo, psicologico o fisico, non è solo qualcosa da eliminare, ma un messaggio da comprendere. Racconta bisogni, conflitti o esperienze non ancora elaborate.
Le emozioni sono il punto di accesso privilegiato al cambiamento. Accoglierle e comprenderle permette di trasformare schemi profondi e modalità relazionali.
La specializzazione postuma si è orientata sulla terapia per la Rielaborazione del trauma (EMDR). La terapia EMDR permette di rielaborare le esperienze traumatiche o stressanti possono rimanere “bloccate” nel sistema mente-corpo. L’EMDR favorisce la loro rielaborazione, permettendo una integrazione più adattiva. Un ripristino funzionale dell’equilibrio mente corpo. Spesso il trauma non elaborato bloccando i processi di guarigione e di riparazione possono promuovere processi di malattia ed infiammazione di natura psico somatica. Mi occupo a tal proposito di Fibromialgia, Malattie croniche infiammatorie del tratto gastrointestinale, patologie autoimmuni su base traumatica e sindromi dolorose diffuse a specifiche.
Il lavoro terapeutico collega la storia personale con le difficoltà attuali, aiutando a riconoscere come il passato influenzi il modo di sentire, pensare e stare nelle relazioni.
Il cambiamento non è immediato né lineare, ma sempre possibile. Attraverso consapevolezza, elaborazione e nuove esperienze, la persona può costruire modalità più funzionali e libere.
Tutte le mie specializzazioni hanno un'unica base imprescindibile:
Costruire l’alleanza terapeutica
La relazione tra il terapeuta e il paziente è uno spazio sicuro e trasformativo, fondato su fiducia, rispetto e autenticità dal quale non si può transigere.
Accanto alla pratica clinica, dedico una parte importante del mio lavoro alla prevenzione e alla promozione della salute psicologica. Credo che il benessere non nasca solo dalla cura del disagio, ma anche dalla possibilità di sviluppare consapevolezza prima che la sofferenza si strutturi.
Organizzo e partecipo a convegni, seminari e incontri formativi rivolti a privati, professionisti e realtà istituzionali, con l’obiettivo di diffondere una cultura della salute che integri mente, corpo ed emozioni.
In questo contesto nasce il mio format opera inedita con registrazione del marchi di impresa innovativo “Avrò cura di me”, uno spazio esperienziale che unisce psicologia, arte e medicina. Un percorso pensato per accompagnare le persone a riconnettersi con sé stesse, attraverso linguaggi diversi e complementari: la parola, il corpo, la creatività.
All’interno di questi percorsi, la prevenzione diventa un’esperienza viva: non solo informazione, ma occasione di ascolto, scoperta e trasformazione. L’integrazione tra approccio psicosomatico, dimensione artistica e sguardo clinico permette di avvicinarsi al benessere in modo profondo e accessibile.
Promuovere salute significa creare spazi in cui le persone possano fermarsi, ascoltarsi e riscoprire le proprie risorse, prima ancora che il disagio prenda forma.
Una cornice artistica che è quella del teatro, salotto medico ed forme esperienziali legate al cinema, alla musica, alla danza, alla recitazione.
Amo occuparmi di questi nuovi orizzonti, perché se vogliamo davvero rivolgerci alle persone lo dobbiamo fare senza barriere, confini che impediscano la reale presa di conoscenza e la profonda conoscenza.
